Viaggiare č un' Arte

“Quando viaggiare era un’Arte”è il titolo del libro, edito da Il Mulino (sottotitolo: “Il romanzo del Grand Tour”), il cui autore, il Prof. Attilio Brilli, è uno dei maggiori esperti di letteratura di viaggio, le cui opere, citate nel libro in discorso, appaiono di grande interesse per chi, come noi, auspica che viaggiare torni ad essere un’arte.

In passato viaggiare era un privilegio, appannaggio dei pochi che avevano i mezzi economici e le conoscenze necessarie per fare da soli quello che oggi, con l’affermarsi di una vera e propria industria, è divenuto il turismo organizzato.

Con l’avvento di una maggiore distribuzione delle risorse economiche, viaggiare sta divenendo possibile per sempre più estese fasce di popolazione, agevolate dalle opportunità offerte dagli operatori turistici.

Il Viaggio organizzato, in particolare, non consente solo di fruire di sconti praticati ai gruppi dagli alberghi e dai vari gestori dei mezzi di trasporto, ma anche delle facilitazioni connesse con questo modo di viaggiare: l’assistenza di accompagnatori e di guide locali autorizzate per ciascuno dei Paesi visitati, l’offerta di generi di conforto durante il viaggio, itinerari e sistemazioni testate dagli organizzatori.

E’ così che, anche oggi, viaggiare può aspirare ad essere un’Arte, non solo per chi si industria nell’organizzarlo al meglio, ma anche per chiunque intenda avvalersi delle nuove possibilità offertegli dal viaggio organizzato.

“Viaggiare può ancora essere un’Arte”, se si ha l’accortezza di “far cominciare il viaggio prima che si parta e farlo continuare anche dopo il ritorno a casa”.

Per questa ragione, per presentare il catalogo dei nostri viaggi 2009, intendiamo sviluppare un discorso partendo da un brano tratto dal libro del Premio Nobel José Saramago, che inizia così: “Il viaggio non finisce mai…”. Molti avranno sperimentato quel vago senso di nostalgia che ci afferra, dopo il rientro a casa, nel riordinare, tra le altre cose, anche la documentazione raccolta nei vari luoghi visitati, comprese le foto e i video da mostrare a parenti ed amici. E’ solo uno dei tanti modi con i quali può realizzarsi ciò che Josè Saramago intende scrivendo che i viaggiatori “…possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione” e, più avanti, “…bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini”. E’ come dire che mentre si ricordano i viaggi compiuti, ci si prepara a nuovi viaggi.


L’Arte del Viaggiare, dopo e prima di ciascun viaggio, può realizzarsi in tanti modi. Si è già accennato, in premessa, alla letteratura di viaggio; vi sono poi guide -ma anche monografie- edite da case specializzate in turismo, i tanti DVD in commercio, i documentari che sempre più frequentemente sono programmati dai vari canali televisivi terrestri, digitali e satellitari, alcuni dei quali dedicati esclusivamente ai viaggi. Film e libri sono spesso ambientati in Paesi, la cui storia, anche quando è romanzata, vale a suscitare la curiosità o l’approfondimento della conoscenza del passato e la comprensione del presente di popoli il cui destino si avvia ad essere sempre più interdipendente con il nostro. Tra i libri utili per continuare un viaggio anche dopo la sua fine, od iniziarne un altro ancor prima che esso cominci, ve ne sono molti che trattano gli aspetti più vari di ciascun Paese: usi e costumi, storia, arte, paesaggio, gastronomia, biografie, resoconti di viaggi, saggi, ecc.

I limiti dello spazio ci consentono di fare solo alcuni esempi, cui accenniamo con riferimento, peraltro, solo ad alcune delle mete dei numerosi viaggi organizzati dalla Guiness.

--->Per Parigi: “I segreti di Parigi” (Sottotitolo: Luoghi, Storie e Personaggi di una Capitale). “Com’è dolce Parigi…o No!?” di Antonio Caprarica (Sperling e Kupfer). Arroganti, diffidenti, fissati nelle loro manie di grandezza oppure affascinanti, chic, ospitali? Qual è il vero volto dei francesi, i nostri cugini latini eterni rivali in cucina e nella moda? Un giornalista dichiaratamente anglofilo, vissuto per anni all'ombra di Buckingham Palace, si trova improvvisamente catapultato a Parigi, stretto, fin dal primo giorno, nella morsa dell'implacabile burocrazia, snobbato da commesse sdegnose che rifiutano di comprendere qualsiasi lingua diversa dalla loro, disorientato dal formalismo dei nuovi conoscenti e infine appesantito dalle salse che affogano ogni piatto. Al malcapitato non resta che vendicarsi con l'unica arma a disposizione: la penna.Storia di Francia. Dalla Comune a Sarkozy. Di Sergio Romano, editore Longanesi, pubblicato maggio 2009. Questo saggio, che ripercorre il cammino politico-istituzionale, sociale e culturale compreso fra la caduta di Napoleone III e l’inizio della presidenza di Nicolas Sarkozy, si propone di dimostrare che tutti i regimi francesi dal 1870 a oggi sono «restaurazioni» e che il progresso in Francia è un moto continuo e inquieto verso modelli incompiuti di perfezione perduta: la società della monarchia prerivoluzionaria, la repubblica giacobina, la grandezza dell’impero, la monarchia liberale degli Orléans, il populismo autoritario del secondo Napoleone, l’utopia libertaria della Comune. Paese «immobile» perché teso a ricostituire il passato, la Francia è tuttavia decisa a difendere il proprio equilibrio e la propria identità in un mondo che cambia (e questo nonostante alcune battaglie perse in partenza come quella contro lo strapotere linguistico dell’inglese.

--->Provenza : “Un Anno in Provenza” di Peter Mayle
(edizione EDT).Cosa succede quando uno scrittore inglese e sua moglie decidono di andare a vivere in Provenza, realizzando un sogno lungamente accarezzato? Ecco il divertente resoconto di quest'avventura, dall'acquisto della casa - una fattoria bicentenaria nella remota regione del Luberon - ai rapporti con i vicini, alla scoperta delle delizie gastronomiche locali, alla lotta contro il micidiale Mistral, al rapporto con gli artigiani chiamati a rammodernare la casa. Un anno in Provenza ci porta per mano, con levità, allegria, humour, a scoprire i segreti di una regione della Francia che, per essere così prossima ai nostri confini, non è certo conosciuta da noi così come meriterebbe di essere. Questo libro delizioso, che è stato proclamato nel 1989 il "Miglior libro di viaggio dell'anno" dal British Book Awards, ha, come non ultimo merito, quello di farci venir voglia di fare le valigie e partire. Per la Provenza, naturalmente.Per

--->Londra: “I segreti di Londra”,
di Corrado Augias, lo stesso autore, tra l’altro, anche de “I segreti di New York” e del più recente “I segreti di Roma”, tutti editi da Mondadori. “Perdersi a Londra” di Charles Dickens (Mattioli ed.) Pochi conobbero e amarono Londra come Charles Dickens. In queste due prose autobiografìche il celebre scrittore vittoriano, anticipando le peregrinazioni di Baudelaire a Parigi, racconta la città da due diversi punti di vista: quello del bambino che si smarrisce nella zona di St. Giles, una delle più povere a quei tempi, e quella di un giovane che, per conciliare un sonno difficile, vaga senza una meta per tutta la notte annotando ogni dettaglio con la precisione di uno scienziato, o di un poeta. “Dio ci salvi dagli Inglesi…o No?” di Antonio Caprarica. Firmato dal famoso e brillante giornalista, corrispondente da Londra della Rai per dieci anni, un best-seller sul più "esotico" e originale dei popoli europei e sul loro Paese, dove l'attaccamento alla regina, il classismo, il senso della privacy resistono senza scosse accanto al culto delle celebrità, alle aste per accaparrarsi le lettere più intime di principi e principesse e all'ubriachezza molesta di massa.-

--->Per Amsterdam: “La città del desiderio, Amsterdam”,
di Marta Morazzoni (Guanda ed.). Inseguendo suggestioni e impressioni personali, Marta Morazzoni guida il lettore attraverso i canali e le strade di Amsterdam: i suoi itinerari seguono gli incanti architettonici e artistici della città olandese, ne rivelano angoli affascinanti e imprevisti, ma lasciano anche amplissimi spazi alle preferenze del tutto soggettive dell'autrice, legata alla cultura del mondo fiammingo da anni di ininterrotta e feconda frequentazione culturale. Una guida artistica e letteraria alla capitale olandese, ma anche un tributo affettuoso a un mondo che Marta Morazzoni, autrice della "Ragazza col turbante" e ammiratrice di Vermeer, ha sempre amato, e da cui è stata, grazie alle traduzioni di tutti i suoi libri, senza riserve ricambiata

--->Per Berlino: “Tutti pazzi per Berlino”,
di Piero Badaloni. Nel  2006 oltre sei milioni di persone (fra cui molti italiani e moltissimi giovani) hanno visitato Berlino, il 20% in più rispetto al 2000. Perché tanto interesse per la capitale tedesca? Sarà per i grandi spazi liberi e il verde a portata di mano; per gli affitti bassi e la vivace vita notturna; per la presenza di artisti, scrittori e designer di tutto il mondo e la straordinaria offerta culturale; sarà perché è tutta nuova. Per cercare di spiegare il successo della nuova capitale tedesca l'autore traccia un percorso attraverso i vari quartieri della città divisa dal muro fino al 1989, cercando di coglierne le tante anime, i segni della sua capacità di proiettarsi nel futuro, le tracce del suo ingombrante passato, le tante novità e stranezze che vi si incontrano, dal ristorante per chi digiuna all'agenzia che raccoglie le proteste dei cittadini. “La mia Berlino” di Monika Maron (Bollati Boringhieri ed.). Un racconto ricco di particolari inusuali, di una capitale al centro della Storia. Il Muro di Berlino. 13 Agosto 1961-9 Novembre 1989. Di Taylor Frederick, editore Mondatori, pubblicato ottobre 2009. La mattina di domenica 13 agosto del 1961, quella che era una capitale europea di quattro milioni di abitanti si trovò spaccata in due. In pochi giorni, una provvisoria recinzione si trasformò in una complessa struttura di difesa e isolamento, fatta di mattoni e cemento, torrette dì controllo e barriere elettrificate, ma anche di propaganda, servizi segreti e politica internazionale. Il rapido isolamento dei settori NATO deciso dal Patto di Varsavia fu il culmine di una lunga serie di eventi che stavano rapidamente portando il mondo sull'orlo di un terzo, forse definitivo, conflitto mondiale. La Guerra fredda raggiunse una nuova dimensione e il Muro di Berlino divenne il simbolo dello scontro tra le superpotenze, dell'inconciliabilità di due visioni politiche, della divisione del pianeta in sfere di influenza, nonché della natura totalitaria dei regimi che avevano dovuto erigere il muro di una prigione, per impedire ai propri cittadini di fuggire verso la libertà dell'Occidente.

--->Per Mosca e San Pietroburgo
: anche qui di un unico autore, Henri Troyat: “Zarine”  (Sottotitolo: “Caterina, Elisabetta, Anna: intrighi, virtù e scandali delle signore terribili della Russia del ‘700) delle Edizioni Piemme Pocket;  “Nicola II” (Sottotitolo: L’ultimo Zar e la tragica fine dei Romanov”) della Paoline Editoriale Libri; ed, infine, “La Grande Caterina” della Tascabili Bompiani.

--->Per Praga
: in “Passeggiate letterarie nella città d’oro” di Hartmuth Binder –Edizioni e/o- sono descritti sei itinerari praghesi in cui si ritrovano gli ambienti e l’atmosfera descritti in romanzi o saggi di numerosi celebri autori, dei quali sono riportati ampi e significativi brani. “Praga magica” è un saggio-romanzo dello scrittore, poeta, saggista, e studioso di letteratura slava, l’italiano Angelo Maria Ripellino pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel 1973 e si presenta come una dotta guida della città di Praga che riassume, in un perfetto e completo compendio, la storia e le arti che le hanno dato un'impronta indelebile.

--->Per l’Irlanda, in particolare per Dublino
- di James Joyce (edizione Grandi Tascabili Economici Newton)  in un unico volume “Gente di Dublino” e “Ritratto dell’artista da giovane”. Già in copertina si legge che trattasi de “La straordinaria epopea della città che farà da scenario alle vaticinanti allegorie dell’“Ulisse”, nei due classici che anticipano le linee narrative del capolavoro joyciano.

--->Per Barcellona: “Barcellona” di Robert Hughes.
Duemila anni di storia e arte di Barcellona, capoluogo della regione catalana, dalle origini romane a oggi. Città fra le più amate d'Europa, Barcellona è vitale, culturalmente vivacissima, dotata di un patrimonio artistico tra i più monumentali e di una tradizione di pensiero interessante e poco nota. Non le manca nemmeno l'alone romantico dello spirito separatista che sin dalla fine del Trecento, quando la Catalogna fu annessa alla Spagna, l'ha opposta al governo centrale: oggi, dopo secoli di resistenza, a volte violenta, contro l'assimilazione al governo e alla lingua spagnoli, nella regione si è fieri di parlare il catalano e si gode di una forte autonomia amministrativa. La storia di una città orgogliosa e cosmopolita, in cui Gaudì, Picasso e Dalì impararono a infrangere tutte le regole.

--->Per la Polonia, in particolare per Auschwitz. “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
(edizione Einaudi). Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

--->“A Est. Belgrado, Bucarest, Sofia, Tirana, Varsavia. Il volto della Nuova Europa” di Coen, Capitani
(Edizione Einaudi "ET Geografie"). Questo libro ci aiuta a capire qualcosa di più di queste capitali dell'Est...città dinamiche, in movimento, ma che ancora pagano lo scotto di reputazioni poco felici, di pregiudizi, di passati austeri, che le hanno tenute isolate (e sconosciute) al resto dell'Europa. Cadute le cortine di ferro, accolte nella Comunità Europea, iniziano ad aprirsi al turismo e sono ansiose di mostrarsi per quello che sono ora, un po’ come la Berlino post-1989, con le dovute proporzioni. A cavallo tra il saggio storico-sociologico e la guida turistica, il libro ci aiuta a scoprire i tesori nascosti di Belgrado, Bucarest, Sofia, Tirana e Varsavia. Ampio spazio viene dato anche alla cultura e al divertimento: ad esempio per Belgrado, la "Barcellona dei Balcani", si scende nel dettaglio di club, nuova cultura musicale, locali di tendenza, mentre per Bucarest e Varsavia è soprattutto la cultura, intesa come festival, mostre d'arte, a farla da padrona.

--->Per l’Egitto i romanzi di Christian Jacq
: “Il Faraone Nero”, “Per amore di Iside”,  “La dimora millenaria”, “Ramses Il figlio della luce”, “Ramses - la battaglia di Qadesh”. Un libro recentissimo: Conoscere le Piramidi di Desalvo John del 2009, editore Logos

--->Per l’Armenia, L’Olocausto armeno
. Breve storia di un massacro dimenticato. di Alberto Rosselli – Editore Italian University Press – pubblicato nel 2009.

--->Per il Portogallo
:“Viaggio in Portogallo” del Premio Nobel Josè Saramago –edizioni varie- non vuole essere –come lo stesso autore avverte nella sua presentazione- una normale guida o una mappa, bensì una “…storia di un viaggiatore all’interno del viaggio da lui compiuto…”. La presentazione si conclude con un consiglio dell’autore al lettore: “Prenda questo libro come esempio, mai come modello. La felicità, che il lettore lo sappia, ha molte facce. Viaggiare, probabilmente, è una di queste. Affidi i fiori a chi sappia badarvi e incominci. O ricominci. Nessun viaggio è definitivo”
Questo libro del Premio Nobel Josè Saramago  sembra  di buon auspicio perchè anche viaggiare possa tornare ad essere un’arte o magari un modo per leggere una pagina del mondo. "Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina" Sant’Agostino.

 

BUONA LETTURA E BUON VIAGGIO!